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“Papà, ma il nonno quando muore dove va?”

lutti

“Papà, ma il nonno quando muore dove va?” Marco, 4 anni

“Maestra ma i morti sognano?” Miriam, 5 anni

“Il cane Bobi è morto, ok. Ma quando torna?” Giulio, 3 anni

Queste sono alcune delle domande che i bambini fanno agli adulti a partire dai tre anni, per capire cosa succede quando si muore. Di solito, esperienze di vita che mostrano ai bambini delle situazioni reali in cui si confrontano con la morte di persone o animali conosciuti fanno nascere in loro pensieri, fantasie e interrogativi che li mettono di fronte al principio di irreversibilità, ovvero un evento che modifica la realtà in modo irreversibile.

Spesso mi capita che i genitori mi chiedano se è normale che i bambini pensino alla morte e interroghino i genitori su quando loro moriranno. Io rispondo loro che è assolutamente normale e quanto più le risposte che ricevono non soddisferanno il loro bisogno di capire,  quanto più continueranno a fare domande. Non solo: se i genitori risponderanno cercando di evitare l’argomento, essi penseranno che la morte è qualcosa di indicibile e quando si troveranno ad affrontarla da vicino non avranno gli strumenti per farlo.

Proprio perché la morte è qualcosa con cui i bambini faranno i conti tutta la vita sarebbe importante che se ne potesse parlare e che non diventasse un tabù, per quanto ogni genitore voglia proteggere i figli dalle sofferenze.

È importante in questi casi trovare le parole giuste, commisurate all’età in cui si presentano queste domande e agli eventi luttuosi che possono aver coinvolto i bambini.

Quando un lutto tocca la famiglia da vicino, gli adulti avranno la responsabilità di fornire ai bambini spiegazioni adeguate, avendo cura di usare un registro linguistico che sia comprensibile e che non crei ansie e confusioni. In questo modo i bambini potranno dare un senso al dolore e alla profonda tristezza che vedono negli occhi degli adulti di riferimento per poi, ciascuno con i propri strumenti legati all’età, affrontare il senso di perdita insieme.

Una volta capito quanto sia importante parlarne, quali parole usare? Come spiegare la morte?

  • Per prima cosa chiediamoci cosa significa la morte per noi, se nel corso della nostra vita abbiamo scelto una via laica o una via religiosa e quale tipo di dolore ci ha colpiti durante le perdite che abbiamo affrontato negli anni. Se queste sono accadute quando eravamo bambini, quali spiegazioni ci hanno fornito gli adulti e se ci hanno in qualche maniera soddisfatto;
  • Una volta chiarite in noi queste domande, cerchiamo di fornire ai bambini spiegazioni che si avvicinino il più possibile alla nostra concezione della morte. Non avrà molto senso dire che la nonna è andata in cielo se noi siamo assolutamente laici, sia perché non è coerente con quello che realmente pensate, sia perché non è coerente con i principi che vorrete trasmettere ai nostri figli;
  • Ricordiamoci che i bambini avranno probabilmente bisogno di ascoltare le vostre parole più e più volte. È importante che queste siano il più possibili coerenti fra i due genitori;
  • Cerchiamo delle situazioni che ci permettano di ricordare insieme la persona perduta, in modo che i bambini possano ricordarla se abbiamo piacere che una volta adulti questa non venga dimenticata e che il lutto possa essere elaborato.

Se hai piacere di essere accompagnata/o in questo percorso, possiamo trovare insieme le parole giuste per condividere in famiglia l’evento luttuoso, attraverso una o più consulenze pedagogiche.

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